Cappotto, Il (1952)

Regia: Alberto Lattuada - Soggetto: dal racconto omonimo del 1842 di Nikolaj Vasil'evic Gogol' - Sceneggiatura: Giordano Corsi, Enzo Curreli, Alberto Lattuada - Fotografia: Mario Montuori - Musica: Felice Lattuada - Montaggio: Eraldo Da Roma (Eraldo Judiconi) - Scenografia: Gianni Polidori - Costumi: Dario Cecchi - Produzione: Antonio Ansaldo Patti e Enzo Currelli per FaroFilm –Origine: Italia - Durata: 118’

 

Interpreti: Renato Rascel (Carmine De Carmine), Yvonne  Sanson (Caterina), Giulio  Stival (il sindaco), Antonella Lualdi (Vittoria), Ettore G. Mattia (segretario generale)



Il film:

«La polemica sociale, che [...] appare una costante tematica nel Lattuada del periodo, riaffiora dunque come il motivo portante del Il cappotto, che coniuga assieme la satira della burocrazia con quella del potere, la denuncia della miseria e quella dell’intrallazzo politico, la disperazione con cui un umile difende la propria dignità e la sordità con cui la gerarchia sociale schiaccia chi non sa o non può difendersi. Va anzi detto che in pochi film del cinema italiano postbellico la rappresentazione dell’ingiustizia sociale è così dura, aspra, inconciliabile.»

 

[Il cappotto di Alberto Lattuada: la storia, lo stile, il senso, Lino Miccichè (a cura di), Associazione Philip Morris Progetto Cinema, Roma / Museo Nazionale del cinema, Lindau, Torino, 1995, p.33.]

 

Il restauro:

Il restauro de Il cappotto di Alberto Lattuada è stato realizzato a partire dal negativo originale in tredici rulli. Il negativo era in cattive condizioni di conservazione dovute all’usura, rigato, con guasti meccanici, macchie di sporco, mancanza di fotogrammi sostituiti da pellicola trasparente, pellicola a tratti ondulata. Il negativo è stato riparato, ripulito e integrato con un controtipo negativo ricavato da un lavanda infiammabile d’epoca per sostituire i fotogrammi mancanti e i tratti ondulati. Il film è stato passato in Analyser e stampato sotto liquido per eliminare piccole righe o strisciature. Poiché il negativo è stato girato con pellicola di marca differente, la posa è stata molto elaborata, al fine di valorizzare le caratteristiche di ciascuna pellicola ed ottenere un elaborato risultato fotografico. Dal negativo sono state stampate le copie positive. In occasione del restauro è stato pubblicato un volume dedicato al film curato da Lino Micicchè.

Il restauro è stato realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino in collaborazione con Philip Morris Progetto Cinema.

 

La lavorazione è stato eseguita nel 1995 presso il laboratorio CineChimica.

 

Il Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo ha pubblicato in DVD l’edizione del film restaurato.

 



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